Biolam Italia è azienda certificata PEFC

Biolam Italia è azienda certificata PEFC

Biolam Italia è azienda certificata PEFC. Ha scelto di certificarsi per la Catena di Custodia PEFC,  nell’ambito del Consorzio Servizi Legno Sughero – Conlegno per attribuire il giusto valore alla materia prima legno selezionata.

Il legno utilizzato nei prodotti offerti da Biolam Italia deriva da piantagioni gestite in maniera sostenibile, ovvero con ridotto uso di fertilizzanti e insetticidi al fine di tutelare l’ambiente e i diritti dei lavoratori. La certificazione PEFC assegnata a Biolam Italia (N. 54966/26) conferisce ai prodotti il valore aggiunto della tutela degli ecosistemi e di un minore impatto sull’ambiente.

Certificazione PEFC di Biolam Italia
Certificazione PEFC di Biolam Italia

Il PEFC è un’organizzazione mondiale non governativa, senza fini di lucro e indipendente, che promuove, a livello mondiale, la gestione sostenibile delle foreste attraverso una certificazione riconosciuta a livello internazionale. Il marchio PEFC identifica i prodotti costituiti da materia prima legnosa che proviene da foreste certificate PEFC

Ecco quali sono le categorie dei prodotti PEFC: segati in legno, legno lamellare incollato (glulam), travi e pannelli ingegnerizzati quali Xlam (crosslam), microlamellare, legno compensato (plywood), pannelli di particelle (truciolare), OSB,  pannelli di fibre di legno, pannelli isolanti, carpenteria in legno, edifici in legno e loro parti, tavole di copertura (shingles and shakes), pavimenti e deck in legno.

In Italia aumentano i boschi e la certificazione PEFC diviene sempre più importante. L’Italia è sempre più verde, boschi e foreste si impossessano delle campagne abbandonate. Lo conferma l’ultima mappatura nazionale condotta dalle autorità italiane e resa pubblica dal Global Forest Resources Assessment 2020.

Negli ultimi 5 anni le foreste italiane hanno continuato a espandersi, guadagnando 320mila ettari in più considerando anche le aree boschive e la macchia mediterranea. Oggi occupano 11,4 milioni di ettari, quasi il 40% della superficie nazionale: 9,6 milioni sono foreste, 1,8 milioni altre aree boschive.

L’incremento percentuale nel quinquennio è del 2,9%, negli ultimi trent’anni del 25%. ll trend vale per tutte le provincie italiane con la sola eccezione di quella di Bolzano che da tempo finanzia l’agricoltura di montagna e dunque non ha assistito all’abbandono dei terreni.

Il nostro patrimonio forestale insomma cresce, è ricco e variegato ma proprio per questa sua complessità va gestito. I boschi e le foreste cresciuti negli ultimi anni sono nuovi, frutto di abbandono, e dunque non soggetti a una gestione e a una conservazione regolare. E poiché sono zone ex agricole vicine ad aree antropizzate, sono più soggette a incendi. Per questo hanno più che mai bisogno di una gestione forestale sostenibile, vanno governati e non abbandonati. 

Il 68% delle foreste italiane sono subtropicali (querceti, pini e altre specie mediterranee), il 32% temperate (soprattutto faggeti e boschi alpini). La specie più diffusa è il faggio con oltre un milione di ettari, seguono i querceti (anch’essi circa un milione di ettari) e l’abete rosso con quasi mezzo milione di ettari. I nostri boschi danno un grande contributo all’assorbimento della C02, tanto che grazie alla loro azione l’Italia ha potuto rispettare per anni gli obiettivi del protocollo di Kyoto. 

Da alcuni decenni però si è inserita una variabile impazzita: i cambiamenti climatici. Le fortissime ondate di calore degli ultimi anni hanno creato siccità nei boschi e provocato annate terribili per gli incendi. Il carbonio assorbito dalle foreste viene praticamente azzerato dalla CO2 emessa dai devastanti roghi estivi.

La mancanza di acqua fa deperire i boschi e li espone agli attacchi dei parassiti, come il bostrico dell’abete rosso, un coleottero che vive sotto la corteccia delle conifere. Negli ultimi anni ha distrutto migliaia di ettari in Centro Europa e si teme che possa arrivare anche in Italia.

La crescita delle foreste non può proseguire in eterno. Secondo le previsioni, il trend di crescita naturale dei boschi finirà intorno al 2030. Nuovi spazi si possono trovare nella forestazione urbana, progettando e realizzando le cosiddette biocities che consentiranno di piantare milioni di alberi mitigando le ondate di calore nelle zone urbane e creando anche nuove opportunità di lavoro. 

La bioedilizia ricorre sempre più al legno come materiale principale con il quale costruire gli edifici, dalla residenza unifamiliare al condominio di dieci piani. Per lo sviluppo di un’economia sempre più “Green” è fondamentale un uso sostenibile delle nostre foreste che sono cruciali a livello strategico per il nostro Paese. È necessario proteggerle meglio e renderle più forti e produttive (l’Italia è infatti uno dei maggiori importatori di legname in Europa). 

La certificazione forestale è una garanzia sulla sostenibilità della gestione forestale. Attraverso la verifica in campo da parte di organismi di certificazione indipendenti, assicura che una foresta sia gestita in conformità a rigorosi standard gestionali basati sulla sostenibilità, standard riconosciuti a livello internazionale.